Gli italiani nel quotidiano: problemi e abitudini comuni

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Ogni anno, alle famiglie italiane vengono posti numerosi sondaggi riguardo differenti tematiche al fine di raccogliere dati e informazioni da utilizzare per le statistiche di mercato e per capire l’andamento della nostra società.

Abitudini Italiani

Una tematica che viene trattata ogni anno riguarda gli italiani e la loro vita quotidiana. Attraverso questa tipologia di indagine si possono conoscere le abitudini dei cittadini e i problemi che possono riscontrare nella vita quotidiana. I campi che vengono presi in considerazione sono: scuola, lavoro, famiglia, relazioni sociali, abitazioni e zone in cui si vive, tempo libero, partecipazione alla vita politica e sociale, salute e stili di vita.

Proprio questo è stato il tema centrale di un’importante indagine statistica effettuata dall’ Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), e di cui noi oggi ne vediamo una piccola parte:

Per quello che concerne il modo e le abitudini degli italiani rispetto al modo di impiegare il proprio tempo libero, in questo campo la maggior parte degli italiani sceglie il cinema come momento di relax, da soli o in compagnia: secondo le statistiche infatti, quasi il 50% della popolazione italiana di età dai 6 anni in su è stata almeno una volta in un cinema. A seguire troviamo i musei, le mostre temporanee, i monumenti e i siti archeologici anche se i dati non sono così positivi come i precedenti: basti pensare che circa il 72% degli italiani non è mai entrato in un museo o non ha mai visitato una mostra.

Veniamo ora ai cittadini italiani più piccoli e quindi ai dati riguardanti le scuole: per l’anno scolastico appena terminato 2016 – 2017, sono state effettuate 1.576.722 richieste di iscrizione online alle prime classi primarie e secondarie di I e II anno. La gran parte di queste domande (più del 95%) sono state indirizzate alle scuole statali. Una volta terminate le scuole dell’obbligo (fino alla terza media), il numero di ragazzi che hanno deciso di continuare con gli studi è pari a 549 mila: quasi il 95% di questi ragazzi ha scelto di iscriversi a una scuola secondaria superiore, mentre il restante 5% ha scelto di frequentare corsi di Istruzione e Formazione Professionale.

Per chi è entrato o sta cercando ora di entrare nel mercato del lavoro, vediamo di individuare qualche dato importante su questo argomento: negli ultimi due anni, le persone che rimangono senza un lavoro sono diminuite, un dato molto importante per la ripresa economica del nostro Paese. Nonostante questo la disoccupazione giovanile è ancora al 36% circa, una delle percentuali più alte di tutta l’Europa. Nel corso degli anni, cambia anche la tipologia di assunzione: i contratti a tempo indeterminato rallentano, mentre sempre più datori di lavoro decidono di effettuare i pagamenti al personale tramite l’emissione di voucher. I licenziamenti invece sono in leggero aumento: basti pensare che nell’anno 2016 sono stati effettuati circa 507 mila licenziamenti.

Parliamo ora di un dato molto importante per la misurazione dei problemi e delle abitudini della popolazione italiana. Circa il 40% della popolazione ha dichiarato di non praticare né sport né alcun tipo di attività fisica nel tempo libero: secondo le statistiche le donne si sono rivelate più sedentarie rispetto agli uomini. Anche le dipendenze sono un fattore determinante per la salute della popolazione italiana: il cibo, l’alcol e il fumo sono le dipendenze di cui soffre gran parte della popolazione, anche se nei giovani spesso vengono trasmesse proprio dai genitori queste abitudini malsane. Nel complesso possiamo dire che, per quanto riguarda il fumo delle sigarette, gli uomini sono fumatori più accaniti rispetto alla parte femminile della popolazione italiana.

L’Italia è un Paese da anni conosciuto in tutto il mondo, grazie a moltissime qualità che possiede. Una di queste è proprio la famiglia: il senso di appartenenza, di sacrificio e di complicità che si instaura nelle famiglie italiane viene apprezzato (e spesso invidiato) in tutto il mondo. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) però, negli ultimi anni si ha subito una diminuzione dei primi matrimoni (legato in parte alla diminuzione della popolazione nella fascia di età tra i 16 e i 34 anni); in crescita troviamo i secondi matrimoni e quindi di conseguenza anche un aumento dei divorzi e delle separazioni. La durata media delle unioni matrimoniali sembra essere di media di 17 anni. Ovviamente questi sono solo alcuni dei dati principali, ma ci sono ancora milioni di famiglie italiane che conservano le loro tradizioni e che sono di grande esempio per tutti.

Nel complesso possiamo dire che i problemi e le abitudini di tutta la popolazione italiana subiscono notevoli mutamenti nel tempo, a causa dei moltissimi fattori e a cui dipendono. Ci auguriamo comunque che nei prossimi anni si possano raggiungere piano piano risultati più soddisfacenti, sperando in una grande ripresa economica e sociale di tutta la nostra amata penisola italiana.

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